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DOMANDE FREQUENTI

D: Con una struttura portante in acciaio, in caso di basse temperature esterne, la temperatura interna della casa non è più bassa rispetto alla media?

 

R: Questa domanda ce la siamo posta anche noi qualche anno fa, alla nascita del progetto. La risposta l’abbiamo ricevuta da un termotecnico, il quale molto semplicemente ci ha piegato che essendo l’acciaio collocato a lavoro finito in una camera completamente isolata si viene a creare uno spazio dove la temperatura rimane costante. A questa risposta possiamo aggiungere la prova che personalmente abbiamo voluto condurre sul primo prototipo costruito: tagliando il cappotto esterno e il legno sottostante ed entrando con la mano all’interno si sentiva il calore, con una precisazione, la prova risale ai primi di gennaio, a 1000 metri sul livello del mare, con una temperatura di circa 8 gradi sotto lo zero. È poi l’alto isolamento termico a garantire un basso consumo energetico, in inverno con il riscaldamento e in estate con il rinfrescamento.

 

 

D: In caso di temporali come reagisce la struttura?

 

R: Per quanto riguarda i temporali, inutile dirlo, l’acciaio non brucia e la risposta ci viene data dalla storia e precisamente dal fisico Faraday, il quale ci insegna che se una gabbia in ferro viene completamente isolata dall’esterno, ovvero se un fulmine dovesse arrivare sull’abitazione, il suo interno sarebbe il posto più sicuro al mondo, poiché l’acciaio fa scaricare la potenza subito a terra, senza lasciare la possibilità di ingresso.

 

 

D: Siamo sicuri che l’acciaio sia il materiale idoneo per l’antisismica?

 

R: Per l’antisismica la struttura più idonea è sicuramente l’acciaio che ha una flessibilità che nessun altro materiale può fornire. Naturalmente una casa non è antisismica solo perché viene utilizzato l’acciaio, ci deve essere alla base uno studio ingegneristico per ogni abitazione, poiché ogni costruzione è diversa dall’altra. Per rassicurare chi legge possiamo citare che negli Stati Uniti, Cina e Giappone (quest’ultima zona ad alto rischio sismico) per costruire i grattacieli viene usato l’acciaio.

 

 

D: In caso d’incendio cosa succede alle pareti Abita Vegher?

 

R: Le pareti Abita Vegher sono costruite internamente con prodotti isolanti completamente ignifughi, i cavi elettrici che producono la maggior parte degli incendi passano tra la lana di roccia e il cartongesso, materiali che vengono utilizzati in qualsiasi campo come isolante sia termico che per l’antincendio. Anche se l’incendio dovesse svilupparsi all’interno dell’abitazione le pareti sarebbero protette, proprio perché realizzate con materiali ignifughi.

 

 

D: Dove passano gli scarichi?

 

R: Gli scarichi passano, come in un qualsiasi altro tipo di abitazione, nelle pareti esternamente o internamente, mascherati da contropareti di cartongesso e lana di roccia.

 

 

D: La lana di roccia che tipo di materiale è?

 

R: Non si deve confondere la lana di roccia con la lana di vetro. Per produrre la lana di roccia viene impiegata della roccia sminuzzata che mediante l’uso di altiforni viene fusa fino a farla diventare della lana che poi viene stirata e pressata con delle apposite attrezzature. La lana di roccia che utilizziamo è marchiata CE, è atossica e completamente riciclabile. Proviene dalla Flumroc, Azienda Svizzera impegnata nella salvaguardia dell’ambiente.

 

 

D: Il tetto come viene costruito?

 

R: Per una casa ad alto risparmio energetico non possono essere utilizzati dei materiali che dall’esterno conducono il freddo/caldo verso l’interno, perciò il tetto viene costruito in legno tradizionale. Per gli amanti dell’architettura moderna può essere utilizzato l’acciaio a vista, ma solo nella parte interna della costruzione.

 

 

D: Con il sistema Abita Vegher, a lavoro finito, si vede l’acciaio impiegato?

 

R: Le abitazioni costruite con il sistema Abita Vegher appaiono come case tradizionali sia esternamente che internamente. Nessuno noterà la differenza, salvo che si confrontino le bollette del riscaldamento o in caso di sisma.

 

 

D: Si possono appendere mobili pensili e quadri sulle pareti?

 

R: Certo. Oggi sono presenti sul mercato innumerevoli sistemi collaudati e sicuri per il fissaggio di mobili, quadri e sanitari sospesi.

 

 

D: Le pareti interne si possono spostare anche dopo anni?

 

R: Il sistema Abita Vegher consente una grande flessibilità distributiva grazie ai ridotti numero e dimensione dei pilastri portanti.
Ciò permette di pensare a una casa che si plasma sulle future nuove esigenze di chi la abita. Naturalmente sarebbe opportuno pensare a questa possibilità già in fase di progettazione, onde evitare grandi lavori, soprattutto impiantistici.

 

 

D: Si possono rivestire le pareti perimetrali sopra il cappotto con materiali tipo pietra, mattoni a faccia vista o legno?

 

R: Certo. Abita Vegher costruisce case per generazioni, quindi considera la possibilità che dopo molti anni si senta la necessità di un rimodernamento. Pertanto Abita Vegher predispone il cappotto esternodi ogni costruzione già con le caratteristiche idonee a supportare qualsiasi materiale che si voglia utilizzare.

 

 

D: Quale è la differenza tra le vostre costruzioni e quelle interamente in legno?

 

R: Le differenze sono molte, ma non spetta a noi giudicare, possiamo solamente spiegare i materiali che noi usiamo nelle nostre costruzioni. L’acciaio viene usato solamente per la struttura portante, i pannelli in legno esterno che ricoprono completamente l’acciaio serve per l’ancoraggio del cappotto e per il taglio termico della struttura portante, la lana di roccia serve per l’isolazione termica ed acustica, internamente ogni materiale che voi desideriate possiamo inserirlo nelle nostre costruzioni.

 

 

D: In caso di cortocircuito, le pareti del sistema Abita Vegher possono sprigionare incendi?

 

R: No. Le pareti perimetrali sono costruite con materiali ignifughi e il rivestimento esterno in legno viene isolato con la lana di roccia sui due lati. Si ricorda che come isolante contro gli incendi non c’è niente di meglio della lana di roccia.

 

 

D: L’umidità che sale dal terreno o le perdite dell’impianto idraulico può danneggiare la struttura portante delle pareti o del solaio?

 

R: Le costruzioni Abita Vegher sono distaccate dal terreno di circa cm 12 sono appoggiate al getto in cemento solamente ogni tre o quattro metri dove sono ancorati i piantoni della struttura perciò l’umidità che sale dal terreno non comporta nessun danno ne alla struttura ne alle pareti stesse rendendole asciutte e traspiranti.
Per quanto riguarda gli impianti, che in molti casi sono rotture che si manifestano anche dopo pochi anni, nel caso delle nostre costruzioni problemi grossi non ne danno, la struttura portante viene trattata con sabbiatura e verniciata all’acqua questo consente di avere sicurezza per decine e decine di anni anche con l’acciaio immerso completamente nell’acqua, per quanto riguarda gli impianti invece se la perdita è nelle pareti o nella soletta l’unica cosa da fare dopo aver trovato il guasto è di cambiare il cartongesso o imbiancare le tramezze se sono in mattone tradizionale.

 

 

D: Abita Vegher realizza solo costruzioni chiavi in mano?

 

R: Abita Vegher realizza il chiavi in mano solo su richiesta del cliente. In generale, le possibilità offerte da Abita Vegher sono infinite. Solitamente viene richiesta la struttura esterna finita e intonacata, comprensiva di copertura con tegole o altri materiali, grondaie in rame o lamiera preverniciata, soletta di interpiano con getto al grezzo o finita in legno, serramenti montati e marmi su davanzali e soglie. Dalle offerte di Abita Vegher è però possibile scorporare qualsiasi lavoro di finitura che può essere commissionato a professionisti scelti dal cliente

 

 

D: Una domanda curiosa che ci è pervenuta da un abitante aquilano, perche non pubblicizzate le vostre costruzione a L’aquila?

 

R: La risposta è molto semplice, a L’aquila oggi stanno proponendo di tutto e di più, naturalmente a costi relativamente bassi, noi pensiamo che ognuno fa delle proprie tecnologie se sono tecnologiche, quello che più le aggrada.
Abita Vegher ha deciso fin da subito vedendo cosa stava succedendo che per il momento non avrebbe pubblicizzato le proprie costruzioni, non per paura di andare in concorrenza con altri sistemi ma per salvaguardare la nostra immagine di società, seria. Produrre costruzioni a livelli inferiori per riuscire a vendere non è la nostra filosofia di crescita ma soprattutto di sicurezza e vivere sano, una casa per noi è una cosa seria, anni di lavoro per arrivare ad un sogno e questo sogno deve durare centinaia di anni senza manutenzioni sulle strutture portanti, ne ridursi in cenere per una semplice fatalità, ne crollare o danneggiarsi con un terremoto. Gli Aquilani erano già stati beffati, noi non vogliamo ripetere quanto il sisma del 2009 ci ha fatto capire.

 

 

D: Perché Abita Vegher non ha un catalogo delle proprie costruzioni?

 

R: In Abita Vegher crediamo che una casa non sia un paio di scarpe che se non ci vanno bene si gettano. Scegliere una casa da un catalogo ci sembra riduttivo, poco serio. Una casa deve essere innanzitutto immaginata da chi ci andrà ad abitare. Solo in un secondo momento subentrerà un tecnico capace di indirizzare e orientare le scelte verso le soluzioni più adatte alle esigenze del committente. Abita Vegher però non lascia soli i propri clienti nella fase iniziale, infatti fornisce progetti che aiutano a meglio comprendere cosa si desidera veramente.

 

 

D: Come si comportano le strutture Abita Vegher in presenza di umidità proveniente dal terreno?

 

R: Uno dei vantaggi del sistema Abita Vegher consiste nell’appoggiare la struttura al getto in cemento solo ogni tre/quattro metri, lasciando il resto della costruzione staccata dal terreno di circa 12 cm. Questo consente alle strutture Abita Vegher di non risentire assolutamente dell’umidità di risalita, lasciandole sempre asciutte e traspiranti.

 

 

D: Le solette delle case Abita Vegher sono realizzate con l’esclusivo impiego dell’acciaio?

 

R: Nelle nostre costruzioni ognuno può scegliere il materiale che preferisce: solette in acciaio e cemento, acciaio e legno, solo legno. La stessa regola vale anche per poggioli e terrazze.

 

 

D: Usando l’acciaio c’è un problema di dilatazione con il caldo e il freddo?

 

R: Certo, l’acciaio subisce delle dilatazioni che variano dalla grossezza ma soprattutto dalla lunghezza dell’acciaio. Se lasciamo l’acciaio a vista sicuramente ci saranno delle dilatazioni, ma sono così minime che non si percepiscono, e ne sono la prova le nostre costruzioni dove su richiesta del cliente si può unire l’acciaio al cemento, al mattone o al cartongesso senza che si notino fessurazioni.
Nelle nostre costruzioni l’acciaio viene posizionato all’interno di un pacchetto naturale talmente isolato termicamente che la temperatura è quasi costante tutto l’anno.

 

 

D: Come viene assemblato l’acciaio nelle vostre costruzioni?

 

R: In fase di costruzione dei telai portanti nel nostro stabilimento, l’acciaio viene unito con saldature a filo o a elettrodo, un tipo di saldatura molto resistente e garantita da esperti saldatori.
In fase di montaggio la saldatura viene usata per ancorare i pilastri portanti alla piastra precedentemente ancorata nel getto in cemento del basamento dove poggerà la costruzione; anche qui la saldatura sarà a filo o a elettrodi in base alla posizione o al fattore meteorologico, se c’è vento si usa la saldatura ad elettrodo, ogni pilastro avrà sessanta centimetri di saldatura. Oltre a questo sistema usiamo l’ancoraggio delle pareti in fase di montaggio con bulloneria zincata 8/8 di vari diametri. Le saldature in cantiere vengono protette da verniciatura apposita.